Dopo il concerto di John Cale al Teatro Grande, avvenuto il week end scorso, Brescia continua ad ospitare eventi e manifestazioni di ogni tipologia. In questi giorni si nota una concentrazione veramente inusuale di appuntamenti: dalla moda al design con Scopriamo Brescia alla musica con Le X Giornate di Brescia, dalla musica elettronica dei Prodigy con la presentazione del nuovo giornale on-line Bresciadomani.it all’installazione contemporanea in Piazza del Foro voluta da SteelDay, fino a Fabbrica – Il Cantiere delle Arti.
Fabbrica – Il Cantiere delle Arti è un Festival itinerante organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori dell’Associazione Industriale Bresciana, che quest’anno festeggiano i cinquantanni di attività. Due settimane di spettacoli “che coniugano varie forme di performance artistica con la cultura del lavoro, caratteristica del territorio bresciano”. Locations del Festival sono infatti quattro aziende (solo?), Aso Forge, Greiner, Space Work e Medtronic Invatec CardioVascuolar, che ospiteranno dal 18 settembre al 4 ottobre artisti visivi, videomaker, musicisti, attori e danzatori; il programma è ben articolato con artisti di importante livello.
Di rilievo anche la mission del Festival: un Festival “che “racconta” il lavoro e lo mette in scena, sia sottolineando uno dei tratti antropologici più forti dell’identità bresciana, sia valorizzando gli spazi industriali che si mutano in luoghi di drammaturgia e rivelano incredibili potenzialità artistiche per l’acustica, l’architettura, i suoni. Installazioni, allestimenti d’arte e performances trasformano ciascuna “fabbrica” da realtà produttiva a realtà culturale, mostrando la sua specificità con immagini, suoni, luci, corpi”.
Realtà produttiva, realtà culturale, luogo di cultura, per una notte o per la vita? Per un pubblico o per chi ci lavora? Lo scopriremo.

[...] intervista che proprio oggi stavo sbobinando, fatta alla Dott.ssa Carla Bino curatrice del Festival Fabbrica Brescia – il cantiere delle arti. CB: Inoltre, consideriamo anche il fatto che stanno cambiando i metodi di produrre e organizzare [...]